Peter ed io

Se eri bambino a cavallo tra gli anni 60 e 70 come minimo ti toglievano le tonsille. Delle volte anche le adenoidi e magari tutto in un colpo solo. Non so perché. Per me non è stato diverso, solo che mi furono tolte solo le adenoidi che pareva fossero la causa di tutti i miei malanni infantili.

Non ero sicura che fosse un affare mantenere le tonsille al loro posto: si diceva che ti facessero mangiare un sacco di gelati dopo l’operazione. Avevo cinque anni, una fifa blu e una bellissima vestaglina rossa da portare in ospedale. In effetti di gelati non ne vidi nemmeno l’ombra, ma i risvolti positivi di quella prima esperienza ospedaliera ci furono comunque: ricevetti un bel po’ di regali di consolazione. Tra questi ne ricorderò tre: Ciccio Bello (la novità del momento), un servizio da caffé per bambole in vera ceramica (cioè se cadevano si rompevano davvero) e il libro “Peter Pan”, quella che sarebbe stata la mia prima grande avventura nella lettura.

peterpan

Non avevo idea che Londra e i giardini di Kensington fossero luoghi reali e anche piuttosto conosciuti. Sapevo che a Firenze (dove abitavo in quegli anni) dietro la Fortezza da Basso, c’era (e c’è ancora) un bel giardino pubblico con un piccolo lago ed un vialetto che gli gira intorno. Per me, senza alcun dubbio, quelli erano i giardini di Kensington e da lì partiva ogni viaggio di Peter e Wendy verso l’Isola che Non C’è.

A cinque anni sai già che una storia è una storia, una cosa diversa dalla realtà , ma sai anche che puoi permetterti di giocare con quella storia e portarne via con te qualche pezzetto . Io per un po’ portai via le fate e le sirene e anche un amico come Peter, con cui parlare ogni tanto, se mi sentivo sola.

volapeter

Quando sono andata a vivere in una casa mia, quel libro l’avevo lasciato indietro, insieme a molte altre cose di cui pensavo di non aver più bisogno. Dopo qualche anno però, un po’ con la scusa di volerlo leggere ai figli, sono andata a recuperarlo e l’ho riportato da me.

Non lo tengo su uno scaffale, come gli altri. Per questo libro ho un posto speciale e segreto. Così quando mi torna la voglia di quell’atmosfera un po’ magica e un po’ triste che racchiude, so dove andarla a cercare. Peccato che nel frattempo, distratta da Peter e dai suoi baci-ditali, sono diventata grande. Proprio come Wendy.

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