Coverciano-Manhattan e ritorno

 

Certi romanzi entrano ed escono dalla trama delle nostre vicende personali e collettive come fili colorati, ma può capitare che solo a distanza di decenni si riesca a cogliere la finezza del ricamo che ci offrono. E parlo di ricami a ragion veduta.

20170505_220629

Sorelle Materassi” di Palazzeschi, per esempio, è entrato in casa mia negli anni ’90 e non è stato come altri un acquisto di impulso. No, andai a comprarlo di proposito, lo ricordo bene, per un motivo semplice: nostalgia di casa dei nonni o per meglio dire di quelle atmosfere toscane e accoglienti in cui sono cresciuta.

Come molti della mia generazione, avevo conosciuto Carolina e Teresa Materassi già nel 1972 (e qui facciamo un primo balzo indietro nel tempo) attraverso la versione televisiva, “lo sceneggiato”, con bravissime attrici del periodo. Di quella versione in bianco e nero mi era rimasto vivo il ricordo dell’ambientazione nei dintorni di Firenze e lo spirito buffo e patetico delle sorelle. Tuttavia credo che proprio a seguito di quella versione televisiva, le povere Teresa e Carolina siano ricordate per lo più come due figurine da operetta.

Ed in effetti anche io nella mia prima lettura non mi aspettavo né cercavo molto di più. Ma la realtà è tutt’altra ed ho potuto constatarlo di recente rileggendolo a distanza di vent’ anni.

Il romanzo è stato pubblicato nel 1934 (secondo balzo indietro) e si svolge in una frazione sulle colline di Firenze, Santa Maria a Coverciano, dove le Sorelle Materassi, “Cucitrici di bianco e corredi da spose”, sono nate e cresciute. Hanno circa cinquant’anni e la storia ha inizio nel 1918: e questo, attenzione, è il terzo balzo che ci porta a cento anni fa.

Hanno un loro microcosmo, Teresa e Carolina, ed una storia difficile alle spalle che le ha portate a dover ripagare con il loro lavoro i debiti del padre, ad occuparsi di una terza sorella abbandonata dal marito e poi del figlio di una quarta sorella, Remo, nipote bellissimo e ambiguo nonostante la giovane età. Il ragazzo si rivela infatti scaltro e capace di individuare i punti i debolezza delle due donne per poterne trarre vantaggio. Così mentre le sue zie continuano a lavorare ai loro ricami senza sosta (sono le ricamatrici più conosciute di Firenze), lui si impegna a dilapidarne il patrimonio. Come se questo non bastasse c’è poi il cinismo con cui Remo deride le zie, ovviamente alle spalle, facendo loro credere tutt’altro.SORELLE MATERASSI RAI

Accecate da un sentimento complesso, misto di tenerezza e sensualità, le due donne invece non oppongono alcuna resistenza al fascino di quel nipote forte e sbarazzino insieme, primo e unico uomo accolto sotto il loro tetto. Non rinunceranno alla consolazione che traggono dall’orgoglio di avere un nipote così affascinante e magnetico neanche davanti all’evidenza della sua doppiezza. Quando lui le abbandonerà, ormai in rovina, per seguire la giovane moglie americana conosciuta in uno dei suoi viaggi mondani a Venezia, un enorme ritratto di Remo in costume da bagno viene infatti piazzato nella stanza da lavoro, come a perpetuare quella presenza maschile a cui nonostante tutto non riescono a rinunciare.

Un balzo indietro di cento anni, quindi, a cavallo tra materassiil ventesimo ed il ventunesimo secolo, in un piccolo mondo fatto di donne mature che portavano mutandoni ricamati, per di più raccontato dallo sguardo di un uomo circa vent’anni più tardi: cosa ci potrebbe essere di più lontano da noi, dalla nostra esperienza quotidiana? Ci può essere un contatto tra Teresa e Carolina Materassi e, faccio per dire, la combriccola di amiche di Sex and the City? E New York, è la nuova S. Maria In Coverciano? La femminilità è riuscita davvero ad evolversi?

So che un tale accostamento può sembrare un’eresia, ma a ben vedere questo romanzo è molto più moderno e fine di quanto ci si aspetti.

SEX AND TEHE CITY

In primo luogo, il libro è popolato da donne lavoratrici, single, che trovano la forza di affrontare la quotidianità in una rete femminile che è quasi sempre pronta ad entrare in azione.

Il mondo degli uomini, poi, è per le Materassi un universo parallelo e misterioso che sembra dischiudersi solo a quelle che si avventurano in un matrimonio con annessi e connessi o almeno in una relazione un po’ più duratura. Ma anche le quattro amiche di Manhattan del resto passano il tempo a scervellarsi e disperarsi nella ricerca di un amore stabile.

Nonostante le disavventure sentimentali più eclatanti, tipo essere abbandonate a un passo dall’altare come è capitato alla severa Direttrice di Scuola Elementare amica delle Materassi  (ma anche a Carrie Bradshow ), niente riesce a distogliere ognuna di loro dal desiderio di trovare tra gli uomini almeno uno di cui potersi fidare, anzi per meglio dire, affidare.

Solo Niobe, la vecchia domestica dal passato burrascoso, guarda agli uomini come farà cento anni più tardi Samantha Jones: con un cristallino interesse sessuale e basta.

Ma se la vita ti è passata davanti tra un orlo a giorno e un punto a croce e ti ritrovi a cinquant’anni, nel 1918, senza avere avuto nemmeno l’opportunità di capire qualcosa in quel groviglio di minacce e meraviglie rappresentato dagli uomini, è del tutto naturale che l’inaspettata convivenza con Remo diventi un’occasione imperdibile. Anche se assolutamente autodistruttiva.

sex and the city

Sì, perché se nel ventunesimo secolo anche a cinquant’anni ti puoi infilare un tacco dodici e andarti a cercare un eventuale guaio per le strade di Manhattan,  per Teresa e Carolina l’unica possibilità era quella di precipitarsi alla finestra per guardare le truppe di giovani soldati (accompagnati per fortuna da maturi ufficiali ) che da Firenze salivano in collina per le esercitazioni. Ecco perché riversano tutte le loro aspirazioni su Remo.

Ma i guai sono guai in tutte le epoche, anche se sembra che il genere femminile non faccia patrimonio di nessuna esperienza. Anzi. A cento anni di distanza e svariate serie di telefilm in cui sembra che  le donne si portino la libertà nel loro trolley, è del tutto evidente che ancora in troppe fingono di non accorgersi quando le stanno dilapidando.

Sia a Manhattan, Fiesole o Milano, quanto tempo ci vorrà perché riusciamo a distinguere gli uomini per bene da quelli sbagliati ed a convincerci che ogni donna ha un valore in sé?

Annunci